martedì 20 marzo 2012
è nell'assenza che nasce il ricordo, che si genera il desiderio, che prende forma la speranza, la presenza è colma di atti già noti, di movenze plurime ma già date per scontate. Ed è in quest'assenza che sento il tuo profumo, che ricordo il tuo odore, che desidero i tuoi sorrisi, che spero nella fugace vita di un tuo pensiero per me nato. Chiudo gli occhi mentre l'acqua mi riporta in un lieve ondeggiare colmo di silenzi, creatore di emozioni nuove, di pensieri mai pensati e di brividi mai provati. Vedo nitide le tue labbra che si muovono al ritmo di parole prive di suono, osservo chiaramente le tue mani che gesticolano in questo intricato discorso fatto solo di pause, scevre da rumori che possano turbare la perfezione del non detto, l'inafferabilità della gioia dettata da molteplici possibilità che incarnano il desiderio di sentirti. All'ombra di un salice riscopro odori primordiali fatti di terra e acqua e vento, sento gli occhi lucidi e pieni di te mentre, in lontananza, il volo di un gabbiano imbianca questo cielo di prima primavera.
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